Copywriting e Pubblicità online: intervista a Anna Lisa Di Vincenzo

Anna Lisa Di Vincenzo

Come sai, mi occupo di pubblicità online e mi divido tra creazione, sviluppo e ottimizzazione di strategie di advertising. Tra le attività da fare, e da non sottovalutare, c’è la creazione di testi e micro copy. Ho la fortuna di collaborare con Anna Lisa, una Copywriter, autrice del blog Parole e Pois, che mi aiuta nella stesura dei testi.

Oggi la conoscerai anche tu: potrei descriverla con tante parole ma preferisco lasciare la parola a lei.

Ciao Anna Lisa, raccontaci qualcosa di te.

Ciao Marco, come hai già anticipato sono una copywriter freelance, una laureata in Lettere prestata al Marketing. Sono innamorata del mio lavoro, la cosa che più mi diverte è dare anima e identità ai testi. Sono anche una divoratrice di libri e una maniaca dei pois, come forse si intuisce dal nome del mio blog!

Bene, allora iniziamo a parlare di copy. Quanto conta la scrittura in pubblicità?

Diciamo che le parole sono la base per qualsiasi tipo di comunicazione. Le parole giuste diventano lo strumento perfetto per convincere, persuadere, vendere.

Se pensiamo alla pubblicità nella sua accezione più classica, il contenuto è importantissimo: viaggia tramite immagini, voce o testo. Ma è un contenuto che si concretizza attraverso una scelta accurata dei termini e delle costruzioni linguistiche, che ricalcano anche gli usi e i costumi di quel momento storico e di quella società.

Oggi la pubblicità viaggia sul web, ha trovato un nuovo canale da sfruttare, ma le parole e la scrittura, pur cambiando forma, rimangono i perni su cui si basa qualsiasi messaggio. A maggior ragione se è di vendita.

Nell’ambito della pubblicità online oggi si parla molto di microcopy. Cosa sono e perché sono così importanti?

I microcopy, come è facile intuire, sono piccole porzioni di testo, cariche però di significato. Come dicono gli americani, “microcopy, big impact”.

Vengono utilizzati nei siti web con lo scopo di migliorare la user experience, quindi per rendere più semplice, oltre che più piacevole e divertente, la navigazione. Ovviamente, devono essere sempre coerenti con il tono di voce e l’identità del brand. Un esempio di piattaforma che utilizza in modo scanzonato i microcopy è Mailchimp, ma anche Netflix ha lavorato molto sui suoi testi.

Nell’advertising i microcopy diventano quasi necessari, essendoci spesso delle limitazioni di caratteri. Qui diventa ancora più difficile condensare in poche righe un servizio o un prodotto, la reason why che dovrebbe spingere le persone a desiderarlo.

Per farlo è centrale innanzitutto decidere quale aspetto far risaltare, su quale carta puntare e poi rendere il concetto nel modo più interessante e azzeccato possibile. Potremmo dire che è un lavoro di selezione e limatura. Ed è molto complesso.

Dal microcopy saltiamo però al testo lungo, quello del blog. Quanto è importante utilizzare questo strumento come arma di promozione organica?

I blog sono nati, nella loro forma arcaica, negli anni Novanta, ma la loro esplosione è avvenuta solo intorno al 2010. E oggi stanno di nuovo cambiando forma, dando vita sempre più spesso a podcast e audio-blog. Ma la sostanza, anche qui, rimane la stessa.

Creare un blog significa lavorare sul posizionamento del proprio sito web ma anche sulla percezione che le persone hanno del brand. In chiave corporate è uno strumento utilissimo, ovviamente sempre se utilizzato in modo corretto.

Attraverso l’analisi delle keyword, ma soprattutto delle query e del search intent, possiamo capire quali sono i dubbi, i bisogni e gli interessi del nostro pubblico: da qui, possiamo creare contenuti che rispondono a queste domande e ci danno credibilità e autorevolezza.

Essere utili alle persone è la prima grande verità che dovrebbe guidare chi scrive articoli per un blog aziendale. Al di là del puro advertising, è sui contenuti che si gioca oggi la battaglia più difficile del web.

Scegliere le parole giuste è fondamentale anche in un mondo così “scientifico” e analitico come quello della pubblicità online. Per questo bisogna sempre rivolgersi a professionisti della materia, copywriter e advertiser qualificati in grado di migliorare la qualità della comunicazione della tua azienda.

Marco Mugnano

Marco Mugnano

Consulente e Formatore | Gestisco campagne Google Ads per ecommerce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti

feed shopping fashion
Google Ads

Feed Shopping per ecommerce di Abbigliamento: 11 attributi che devi assolutamente avere

Il settore moda è molto competitivo, ci sono grandi brand con tanto budget a disposizione ed emergere è sempre più difficile. Soprattutto se hai un brand poco conosciuto e in via di sviluppo, hai bisogno di lavorare meglio e/o in maniera differente dai tuoi competitor. Se vuoi emergere nel mercato, usa Merchant Center come un tool diagnostico e di ottimizzazione del feed e poniti l’obiettivo di avere un feed ben strutturato.

Google Ads

Identificatori di prodotto: cosa sono e come usarli

Ho visto moltissimi feed e, se dovessi fare un elenco degli attributi peggio usati, probabilmente, gli attributi identificatori di prodotto sarebbero sul podio.

Spesso vengono usati male ma molte volte non vengono nemmeno presi in considerazione.
Nonostante Google li ritenga degli attributi facoltativi, io consiglio sempre di utilizzarli (e bene ovviamente) per massimizzare la visibilità online dei prodotti in vendita.

In questo articolo vedremo cosa sono, come utilizzarli e qualche consiglio 😉