3 consigli per utilizzare la rete Display di Google Ads

3 consigli Display Google Ads
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La rete Display di Google Ads è spesso oggetto di discussione perché, molte volte, viene associata a luoghi comuni del tipo costa tanto, non mi porta risultati, serve solo ad aumentare la notorietà, se la possono permettere solo le grandi aziende, etc.

D’altronde il paragone più ovvio è quello con la pubblicità televisiva che “interrompe” o “contamina” la fruizione di un contenuto.

Ma, se ci si sofferma di più sulla tecnologia utilizzata dalle varie reti display, in particolare da Google Ads, per diffondere i vari supporti pubblicitari (banner, gif, annunci di testo, annunci dinamici, etc.), è facile comprendere che c’è un’enorme differenza.

Infatti, la probabilità che l’utente a cui venga mostrata una pubblicità display tramite Google Ads rientri nell’insieme del nostro ideale pubblico target (potenziali acquirenti) è nettamente superiore rispetto alla TV per due motivi:

  1. la TV non ha la stessa capacità di segmentare gli utenti rispetto agli algoritmi utilizzati dalle società di online advertising;
  2. la TV non permette di “seguire” un utente tra i diversi canali, mentre online questo è possibile grazie all’utilizzo dei cookies.

Fatta questa premessa, quindi, il paragone che si dovrebbe fare è tra le campagne display e la pubblicità online sui social network perché entrambe rispondono a una domanda latente, ovvero cercare di intercettare gli utenti maggiormente in target mentre stanno navigando in rete, con una attenzione bassa e quindi non così pronti a compiere un’azione di valore economico (transazione).

Proprio queste caratteristiche fanno si che se le campagne non sono ben fatte o non vengono ottimizzate, si rischia di perdere tempo e denaro e, quindi, di associare questa tipologia di attività pubblicitaria ai luoghi comuni che ho scritto sopra.

Ecco perché ti suggerisco di seguire questi 3 consigli frutto di anni di esperienza e successi ottenuti grazie alle campagne display di Google Ads (ex Google AdWords):

Integra le campagne nella tua strategia

Prima di creare qualsiasi campagna è molto importante capire in quale punto del funnel la andrai ad inserire.

Se sei nella parte più alta del tuo funnel di marketing, molto probabilmente il tuo obiettivo è di fare branding. In questo caso, allora, dovrai tener conto di alcuni aspetti, come ad esempio:

  • definisci il target usando come base la tua Buyer Persona;
  • mostrare un annuncio pertinente con la tua identità;
  • misurare il coinvolgimento del tuo annuncio prendendo in considerazione il CTR.

Se invece la utilizzi per mostrare annunci a chi già è tuo cliente, allora gli aspetti di cui dovrai tener conto sono:

  • definisci il segmento di pubblico che vuoi raggiungere;
  • mostra un annuncio pertinente;
  • analizza l’incidenza della campagne nel percorso di conversione dell’utente.

Quindi, prima di lanciare una campagna display, analizza il tuo funnel e scegli in quale posizione andrai ad inserire questa attività, altrimenti rischi di peggiorare la situazione e danneggiare l’intera strategia.

Utilizza bene il targeting

La domanda che devi farti all’inizio di ogni campagna display è: a chi mi sto rivolgendo?

Google ti mette a disposizione vari tipi di targeting, ma non per questo vanno utilizzati tutti insieme o sono tutti giusti.

Le diverse tipologie di targeting delle campagne display di Google Ads sono:

  1. Parole chiave
  2. Posizionamenti (ovvero elenco di siti e app in cui mostrare la pubblicità)
  3. Argomenti
  4. Interessi palesi o dedotti (i primi vengono assegnati tramite eventi misurabili sul proprio sito/app o su siti/app di terzi, i secondi tramite una deduzione logica dell’algoritmo di Google in base alla somma della attività svolte online)
  5. Caratteristiche demografiche

Nella mia esperienza ho fatto vari test e ogni volta la campagna con maggiori performance era quella in cui avevo inserito massimo due tipologie di targeting.

Bonus Tips: se trovi più target utili mixali in più gruppi di annunci assegnando ad ognuno di loro una coppia di targeting.

Analizza e ottimizza

Spesso le campagne display vengono create, attivate e dopo un pò vengono messe in pausa perché non portano risultati.

Ma sei sicuro che stai analizzando bene i dati statistici delle tue campagne?Ricordati che rispondono ad una domanda latente degli utenti, quindi le campagne display difficilmente portano subito conversioni o risultati positivi.

Tieni anche conto che Google Ads usa un modello di attribuzione che è il last clic (ultima interazione prima di una conversione), molto lontano dalla logica della rete Display e più adatto alla pubblicità ricerca dove gli utenti sono attivamente alla ricerca di qualcosa.

Infine, prima di mettere tutto in pausa e buttare via una potenziale opportunità, cerca di ottimizzare le campagne display aggiungendo, eliminando o combinando le varie tipologie di targeting fino a quando non troverai quella giusta.

Oltre il targeting puoi anche ottimizzare il tuo investimento per fasce orarie di pubblicazione, segmenti di pubblico, tipologia di dispositivi, giorni della settimana, etc.

Questi sono solo 3 piccoli suggerimenti, ma che già possono aiutarti a comprendere meglio il mondo delle campagne display su Google Ads.

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Marco Mugnano

Marco Mugnano

Aiuto gli imprenditori a promuovere prodotti e servizi attraverso campagne pubblicitarie su Google Ads e Facebook Ads.

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